È finita la festa per Boris Johnson?

Il sogno della gloriosa Brexit mai decollato, record di decessi per Covid e sistema sanitario al collasso. E tra festini privati in pieno lockdown e finanziamenti spropositati per il restauro del proprio appartamento, anche i Conservatori più irriducibili ora iniziano a vedere BoJo per quello che è: un bugiardo, un truffatore e un ciarlatano.

Era la primavera del 2020, e Boris Johnson annunciava al Regno Unito, e al mondo intero, che avrebbe sconfitto il Covid con l’immunità di gregge anche al costo di perdere centinaia di migliaia di vite. Da quel momento in poi i sudditi di Sua Maestà ne hanno viste e vissute di tutti i colori, in uno schizofrenico alternarsi di aperture e restrizioni, dal “Freedom Day” con feste in pub e luoghi pubblici per celebrare la fine delle chiusure alla corsa alle terze dosi per provare ad arginare la variante Omicron, che ha portato il sistema sanitario al collasso.

Chi pensava di aver visto il peggio di Johnson ai tempi delle trattative sulla Brexit, purtroppo, si è sbagliato di grosso. Secondo le cifre rilasciate dal governo l’8 gennaio 2022, sono più di 150.000 i morti nel Regno Unito a causa del coronavirus dall’inizio della pandemia, facendolo diventare il settimo Paese al mondo a superare questa macabra cifra dopo Stati Uniti, Brasile, India, Russia, Messico e Perù. Non una sorpresa, per un Paese che continua a contare circa duecentomila nuovi casi al giorno e in cui il Governo non ha una posizione definita su chiusure, distanziamento e uso della mascherina. Già a ottobre un durissimo rapporto delle Commissioni Salute e Scienza di Westminster aveva infatti definito la gestione dei primi mesi del Covid come “il disastro peggiore nella storia della sanità britannica, costato decine di miglia di morti che potevano essere salvate”.

Ma – paradossalmente – il Covid è solo uno dei tanti problemi che hanno caratterizzato il Natale in casa Johnson. Sono infatti stati gli scandali personali a provocare il vero terremoto politico: prove di party e ricevimenti a Downing Street mentre il resto del Paese era in duro lockdown, fotografie risalenti al dicembre 2020 che ritraggono il Premier e venti persone dello staff riunite per bere alcol e scambiarsi regali di Natale (“Una riunione di lavoro” cit. Johnson), per non parlare di serate con quiz tenute dal primo ministro stesso, ovviamente senza mascherina né senza distanziamento. Alcuni testimoni avrebbero poi parlato di alcol e balli fino a tarda notte a Downing Street per salutare il capo della comunicazione del premier, mentre a inizio gennaio è ri-scoppiata la polemica per la ristrutturazione del proprio appartamento, finanziato dal Partito Conservatore e da generosi donatori. In ultimo, come se tutto ciò non bastasse, la notizia di festeggiamenti avvenuti persino la sera prima dei funerali del principe Filippo.

Ora, in un Paese come il nostro abituato ai bunga-bunga (sperando quantomeno di non averli presto anche al Quirinale…) questi possono sembrare fatti di poco conto. Ma, nel Regno Unito, no – soprattutto considerato che Johnson e governo hanno provato più volte a nascondere la verità, negando pubblicamente che tali eventi fossero accaduti nonostante le fotografie e i video fossero già diventati virali.

Il continuo mancato rispetto delle leggi, unito alla sua tendenza a essere un incurabile bugiardo cronico, lo stanno rendendo “inappropriato” persino agli occhi degli stessi Conservatori. Si stanno sollevando numerose ombre sul suo futuro politico, e si fanno sempre più forti le illazioni su un eventuale cambio della guardia al vertice del partito conservatore, e di conseguenza anche del governo, prima delle prossime elezioni (2024). Diversi parlamentari Tory sembrano infatti pronti a liberarsi di lui, con le due anime del partito (quella libertaria anti-chiusure e pro-Brexit, e quella moderata, capeggiata da Theresa May, pronta a vendicarsi e a riabbracciare i tanti parlamentari espulsi dopo Brexit) riunite dopo anni con un unico obiettivo.

Era solo per via del suo inspiegabile fascino elettorale (che lo ha portato a vincere ogni elezione) che i conservatori lo avevano eletto leader nel 2019, sacrificando per lui non solo esponenti ben più preparati e credibili, ma anche decenni di cultura tradizionalista. Il vero problema per Johnson è che ora quel fascino elettorale sembra essersi sbiadito e il Paese non sembra più disposto a farsi prendere in giro tra continue bugie, un sistema sanitario in crisi e l’impennata dell’inflazione che ha fatto aumentare costo della vita e tasse. Il primo segnale di allarme è arrivato con l’amarissima sconfitta nell’elezione suppletiva nel North Shropshire, storico seggio conservatore vinto dai Liberali. Ora la fiducia nei suoi confronti ha raggiunto i minimi storici (il 71% dei cittadini ha una cattiva opinione del suo operato) e il Partito Laburista, che non vince un’elezione dal 2005, è tornato stabilmente a essere primo nei sondaggi con un vantaggio di 5/7% sui Tory.

Riusciranno i partiti di opposizione dargli una spallata finale? Saran

no gli stessi conservatori a fare il lavoro sporco? O assisteremo a un nuovo colpo di coda del Premier che gli consentirà di allontanare le polemiche e a risalire nei sondaggi anche questa volta? Difficile fare previsioni, ma se il 2021 si era chiuso nel peggiore dei modi, il nuovo anno sembra certamente pieno di insidie per BoJo.

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