Quattro tavoli, una sola Roma

“In questa città non funziona mai niente”, è la tipica esclamazione rabbiosa ed esasperata che i cittadini romani ripetono, fino allo stremo, tutte le volte che si presenta davanti a loro uno dei tanti ed estremamente noti problemi della Capitale.

 

“La mejo Roma”, l’iniziativa organizzata a Testaccio dai Giovani Democratici della metropoli e che ha coinvolto tutte, o quasi tutte, le giovanili della coalizione a sostegno del candidato sindaco Roberto Gualtieri, si è posta come obiettivo quello di favorire un genuino dibattito sulle criticità della città e di proporre, per queste, possibili soluzioni.

Roma aggregativa, Roma ecologica, Roma inclusiva e Roma indipendente sono stati i quattro tavoli tematici nei quali i ragazzi erano suddivisi e nei quali si confrontavano sui disagi che un’amministrazione, negli anni non sufficientemente all’altezza dei suoi doveri e delle sue responsabilità, ha causato e lasciato irrisolti favorendone la sedimentazione.

 

Dato che ognuno dei partecipanti ha fatto riferimento alla propria esperienza personale, a seconda del Municipio di provenienza si è dato più o meno spazio ad alcuni problemi piuttosto che ad altri; tuttavia, queste differenze non hanno pregiudicato la stesura di un’unica lista di proposte sulle quali tutti concordavano.

È stato bello vedere persone diverse con caratteristiche diverse giungere a un’unica conclusione condivisa, volta a rendere Roma sempre più simile a quella auspicata da noi cittadini.

 

Questa iniziativa è stata anche la prova del fatto che l’associazione e sovrapposizione della parola giovani a quella di nullafacenti sia uno stereotipo che viene ripetutamente smentito; infatti non tutti i ragazzi “distruggono le città”, ma molti sono impegnati, lavorano insieme e nel caso specifico s’interessano dei problemi del territorio cercando di realizzare le proposte che, a mano a mano, emergono.

 

Un augurio è sicuramente quello che il dibattito pubblico non sia incentrato sui problemi di Roma solo in vista delle elezioni, ma che si discuta, che si propongano idee per risolvere le mancanze della città a prescindere dalle urne e che si realizzi un progetto per la riqualificazione e riorganizzazione della Capitale. Tutto ciò è molto idealista, ma rientra in quel sogno che è anche il nome dell’iniziativa: “La mejo Roma”.

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