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San Lorenzo, il luogo da cui ripartire

Nel nostro municipio, centralissimo e ad alta densità di ricchezza, esiste una periferia vera e propria, il quartiere San Lorenzo. Quartiere, che purtroppo, viene nominato solo per gravi fatti di cronaca, come la morte di Desiree Mariottini o le continue risse notturne.

In questi anni abbiamo assistito a un immenso insabbiamento della “questione” periferie, troppo complicate da capire e troppo variegate per essere “politicamente” vendibili. San Lorenzo non fa eccezione. La sua centralità, a due passi dalle grandi stazioni ferroviarie e contingente all’ateneo più affollato d’Europa, e la sua eterogeneità, hanno messo in luce tutta la mancanza di visione dell’amministrazione comunale. San Lorenzo è stata “mangiata” dalla gentrificazione, un fenomeno che sta cambiando radicalmente la nostra città, estromettendo dai quartieri i residenti storici e gli studenti a vantaggio di turisti selvaggi. Gentrificazione che ha visto far sparire negozi storici a vantaggio di piccoli bistrot o di locali da street food, che oramai abbondano senza lasciare spazio a una migliore crescita economica del quartiere.

Vediamo come questo fenomeno abbia favorito l’aumento dei prezzi degli affitti, oramai a livelli insostenibili, e la crescita della criminalità organizzata. Non possiamo non dimenticare che San Lorenzo ha tutte le carte in regola per essere definita una piazza di spaccio, nonostante le politiche securitarie dell’amministrazione Raggi, che si sono esplicitate in divieti senza senso sulla vendita di alcolici e su una maggiore presenza delle forze dell’ordine, con risultati praticamente nulli.

I residenti, quelli che ancora resistono, hanno bisogno di essere ascoltati per davvero e non lasciati con un pugno di promesse come è accaduto negli ultimi 5 anni.

San Lorenzo ha bisogno di nuove idee di socialità, una nuova forma di movida, non quella selvaggia, nuove forme di aggregazione e una maggiore presenza di attività culturali, capaci di rendere questo quartiere storico di nuovo centrale nell’amministrazione di Roma.

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