L’Internazionale: pillole dal mondo

Corea del Nord – tensioni: durante la riunione plenaria del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori, Kim Jong-un, leader della Corea del Nord, ha dichiarato “la necessità di prepararsi sia al dialogo che allo scontro, in particolare di essere pienamente pronti allo scontro” con gli Stati Uniti di Joe Biden.

Cuba – tecnologia: dopo aver fatto arrivare internet sugli smartphone nel 2018, Cuba lancia ora il primo smartphone ‘socialista’. Questo sarà completamente “fatto in casa”, e utilizzerà NovaDroid, una versione del sistema operativo Android modificata per soddisfare le esigenze dei cittadini cubani che non possono accedere a tutti i servizi tecnologici.

Egitto – diritti: secondo compleanno dietro le sbarre per Patrick Zaki, che il 16 giugno ha compiuto 30 anni. Lo studente egiziano dell’Università di Bologna è detenuto in Egitto dal 7 febbraio 2020. Oggi, come all’ora, chiediamo libertà per Patrick Zaki.

Europa – Covid: «Dal 1° luglio tutti gli Stati membri Ue dovranno applicare il certificato digitale Covid dell’Ue, 15 Stati membri hanno già aderito». Lo ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Il Presiedente Draghi ha già firmato il DPCM che ne regolamenterà l’accesso e la distribuzione anche in Italia.

G7: si è concluso il G7, l’organismo che riunisce i leader di sette delle democrazie più ricche e potenti del mondo, tenutosi in Cornovaglia, nel Regno Unito. Nel comunicato finale non ci sono state sorprese: i leader hanno condannato Cina e Russia per lo scarso rispetto dei principi democratici e dei diritti umani, e preso qualche generico impegno riguardo la pandemia e il cambiamento climatico. Su questi temi ci si aspettava molto di più: non sono state vietate le ricerche di nuovi giacimenti di materiali fossili e in totale sono circa un miliardo le dosi di vaccini contro il coronavirus ai Paesi più poveri. Il compromesso più concreto riguarda invece una nuova tassa del 15 per cento sui profitti delle multinazionali.

India – Marò: La Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari nel Paese a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due marò coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel 2012. Versate cento milioni di rupie (oltre un milione di euro) alle famiglie delle vittime.

Iraq – politica: in questi giorni si vota per il nuovo presidente che sostituirà il moderato Hassan Rouhani, che dopo due mandati consecutivi non ha potuto ricandidarsi. A meno di sorprese, vincerà Ebrahim Raisi, attualmente capo del sistema giudiziario dell’Iran ed espressione degli ultraconservatori. Dopo otto anni di presidenza Rouhani, l’amministrazione iraniana si sposterà quindi verso destra, rendendo assai più complicata la già fragile relazione con i Paesi occidentali, e soprattutto con gli Stati Uniti.

Israele/Palestina – guerra: per la seconda volta nel giro di tre giorni, giovedì 17 l’esercito di Israele ha bombardato alcuni edifici nella Striscia di Gaza in risposta al lancio di palloncini incendiari verso i territori israeliani da parte dei gruppi armati della Striscia.

Israele – politica: con il voto di fiducia al nuovo governo guidato da Naftali Bennett, finisce l’era di Benjamin Netanyahu. Il nuovo governo sarà sostenuto da quasi tutte le forze di opposizione, dalla destra radicale alla sinistra laica e, per la prima volta dopo decenni, includerà anche un partito di arabo-israeliani, la formazione conservatrice Lista Araba Unita.

RUSSIA – rapporti USA: a seguito dell’atteso incontro con Joe Biden, Putin ha definito i loro colloqui «piuttosto costruttivi», riportando che «non c’è stata ostilità» e che entrambe le parti si sono mostrate disponibili alla reciproca comprensione. Putin ha annunciato inoltre il risultato forse più concreto dell’incontro. I due leader hanno deciso che gli ambasciatori delle rispettive nazioni, che erano stati richiamati dopo le tensioni e le espulsioni dei mesi scorsi, potranno tornare alle loro ambasciate. Gli Stati Uniti e la Russia intraprenderanno nel prossimo futuro un dialogo bilaterale integrato sulla stabilità strategica.

USA – diritti: Il presidente Biden ha firmato una legge che rende il Juneteenth (da giugno, june, e diciannove, nineteenth) – una ricorrenza annuale che ricorda la fine della schiavitù nel paese – una festa federale. In questa data, infatti, nel 1865, i soldati dell’Unione arrivarono in Texas e annunciarono agli schiavi che la guerra civile era finita e la schiavitù abolita, quindi loro erano persone libere. Del Juneteenth, celebrato da più di 150 anni soprattutto all’interno della comunità afroamericana, si era parlato molto nel 2020, in seguito alle proteste innescate dalla morte di George Floyd.

USA – immigrazione: il Governatore Repubblicano del Texas ignora le posizioni del Presidente Biden e annuncia la prosecuzione dei lavori per la realizzazione del muro con al confine con il Messico, anticipando 250 milioni di dollari.

Zambia – lutto: è morto a 97 anni Kenneth Kaunda, primo presidente e “padre della patria” dello Zambia. Negli anni Cinquanta è stato una figura chiave nel movimento per l’indipendenza della Rhodesia Settentrionale, divenendone presidente dopo l’emancipazione dal dominio britannico, nel 1964. Kaunda ha poi guidato il Paese per 27 anni, opponendosi all’apartheid in Sudafrica e sostenendo i movimenti di liberazione in Mozambico e Zimbabwe.

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