II municipio: e adesso rinnovamento

Primarie sì, Primarie no, Primarie boh. Se uno avesse voluto scomodare gli Elio e le Storie Tese, la musica proveniente dai piani alti della politica romana e locale negli ultimi mesi probabilmente sarebbe stata così. A questo clima di incertezza si sono poi aggiunte la scelta di vietare altre candidature PD in modo da poter sbandierare una presunta unità a danno della partecipazione, l’ipocrisia sul tema di genere, e le minacce da parte di una lista come Liberare Roma (che poi, sono una lista, un’associazione, una realtà civica? Non è chiaro…) che, dopo aver eletto un Presidente di Municipio nel 2018 e un Eurodeputato nel 2019 con i voti del PD, ha annunciato di voler far saltare il tavolo e la coalizione se qualcuno avesse provato a parlare di Primarie in VIII Municipio. Insomma, è abbastanza evidente che le modalità con cui siamo arrivati a queste Primarie non sono state impeccabili, ma, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, ci sono almeno due elementi positivi da cogliere dopo questo fine settimana. Il primo è che il centrosinistra si è finalmente presentato agli elettori e alla città in modo compatto e unitario, con tutte le forze, da Sinistra Italiana ai Radicali, passando per Volt, il PSI e DemoS, che hanno deciso di sottoscrivere una carta d’intenti e un programma comune. I nomi in campo, 7 in totale, sebbene non spiccassero per notorietà, sono elementi preziosi per l’amministrazione del futuro, ognuno con competenze e sensibilità specifiche che saranno preziosamente messe a servizio della coalizione e della vittoria di Gualtieri. Dispiace per i partiti liberali (Azione, Italia Viva, +Europa), che hanno scelto unilateralmente di non voler neanche partecipare alle primarie e di voler concorrere per il Campidoglio e per i Municipi autonomamente, finendo per favorire la destra e la Raggi. Il secondo dato riguarda la partecipazione, non solo degli elettori che hanno partecipato al voto, ma anche dei tanti volontari e militanti che hanno passato ai gazebo una domenica estiva di caldo e sessione universitaria pur di dare vita a questa straordinaria giornata di democrazia e partecipazione. Sebbene ci sia qualcuno del nostro Partito (anche con ruoli di dirigenza nel Direttivo Municipale) che riduce le primarie a strumenti inutili o di potere, il vedere tanti militanti giovani e non lavorare fianco a fianco per il proprio Partito e la propria comunità è una boccata di ossigeno che ci deve rassicurare e rendere orgogliosi.

Arrivando a noi, al nostro amato II Municipio, alla fine di una intensa discussione interna al Partito, è stato deciso che, a differenza di tutti gli altri Municipi di Roma, in II e in VIII le Primarie non si sarebbero fatte in modo da rafforzare le candidature uscenti. Penso lo sappiate: come Giovani Democratici, a seguito di lunghe chiacchierate tra i nostri iscritti (che mi auguro, e che suppongo, siano state fatte anche in tutte le sezioni del Partito come dichiarato dai responsabili delle sezioni), insieme ad altri circoli pensavamo che le Primarie potessero essere, anche questa volta, uno straordinario processo di partecipazione e di avvicinamento che avrebbe rafforzato il Partito e la Presidente, e non il contrario. Ma in un Partito si sceglie democraticamente, e buona parte del Direttivo Municipale si è espressa in altro modo rispetto alle nostre posizioni.

Come cinque anni fa, anche questa volta ci lanciamo dunque in una nuova campagna elettorale con l’entusiasmo e la passione di sempre, consapevoli delle insidie e delle tante sfide che ci aspettano nelle prossime settimane. Abbiamo però espresso in tutte le sedi l’esigenza di dare segnali di discontinuità e di nuova vitalità, e il bisogno di dare importanza a temi troppe volte trascurati in questi anni, come la sostenibilità ambientale e la socialità negli spazi pubblici, la coesione dei nostri territori con una visione unica d’insieme, le collaborazioni tra atenei e territorio. In altre parole, abbiamo chiesto discontinuità e rinnovamento nei temi, nei modi e nelle persone, e su questo siamo felici di aver riscontrato pieno supporto e condivisione di intenti con la Presidente e il Partito.

Iniziano ora mesi intensi che dovranno vederci tutti compatti verso l’obiettivo comune, per il Municipio e per Roma. Fino a ora si è parlato poco di programma e di proposte, e anche su questo dobbiamo recuperare al più presto il troppo terreno perso rispetto ai nostri avversari. Per la città, come GD Roma, abbiamo avviato un percorso con tutte le giovanili delle forze aderenti alla coalizione. Durante l’estate faremo tavoli di lavoro e arriveremo a settembre con un manifesto generazionale e delle proposte specifiche da sottoporre al candidato sindaco uscente dalle Primarie.

Anche sul Municipio ci stiamo muovendo, organizzando sopralluoghi e approfondimenti sul campo per studiare al meglio i temi più critici dei nostri quartieri, lanciando le 7 proposte per un municipio sostenibile. Nel corso di questa consiliatura, insieme al Consiglio dei Giovani, abbiamo fatto approvare il Regolamento Zero Plastica per eliminare la plastica monouso dalle sedi e dagli eventi municipali, ma c’è ancora tanto lavoro da fare. Ovunque nel mondo nel corso degli ultimi anni la nostra generazione ha lanciato un urlo disperato per chiedere un futuro più verde e più sostenibile. A questo, si aggiunge ora l’esigenza di trovare nuove forme di socialità: forme sicure, di prossimità, in sintonia con l’ambiente e con le esigenze dei cittadini giovani e meno giovani dopo un anno di isolamento e di criticità fisiche e psicologiche. Pensare globale, agire locale: i nostri quartieri devono ripartire anche da qui.

Continuiamo a credere che la forza della politica sia quell’elemento che ci spinge verso il diverso, verso il nuovo, verso quei piccoli elementi che nella loro complessità possono essere studiati, approfonditi, compresi, e messi a disposizione per rendere la vita di ciascuno di noi, indipendentemente dall’età o dal reddito, migliore. A guidarci, la curiosità e la voglia di metterci in gioco per provare a fare la differenza, per migliorare la realtà che ci circonda, per evitare di cadere nell’inerzia e della staticità tipica dei peggiori istinti conservatori che, troppo spesso, per comodità, pigrizia o tornaconto personale, inquinano anche le sorgenti che danno vita e anima al nostro Partito.

C’è bisogno di fare squadra, per ribadire ora che rinnovamento e nuova vitalità sono alla base di ciò in cui crediamo come Partito e come amministrazione. Facciamolo insieme.

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