Storie di ostruzionismo

Se si va a spulciare su Wikipedia o a sfogliare sul vocabolario sotto la voce “ostruzionismo”, si trova la seguente definizione:

“Tattica dilatoria attuata dalle minoranze parlamentari per impedire le deliberazioni della maggioranza, per es. mediante lunghi interventi, incidenti a ripetizione, frequenti richieste del numero legale, presentazione di un gran numero di emendamenti, ecc.”

In effetti, si può dire che fare ostruzionismo sia una delle poche armi a disposizione della minoranza all’interno di un Parlamento. In questo periodo si sta parlando molto di questa pratica, per via di quello che sta accadendo, nell’ultimo anno, al DDL Zan, la legge contro omobitransfobia che adesso più che mai è al centro del dibattito politico sul tema dei diritti civili.

Rinvii, spostamenti, la presentazione di un testo alternativo; questo e altro è stato fatto per cercare di bloccare il disegno di legge approvato alla Camera ormai un anno fa. Ora, finalmente, sembra che la situazione si stia sbloccando e che DDL Zan possa esser portato in aula, votato e infine approvato in via definitiva.

L’Italia non è nuova a queste pratiche ostruzionistiche, basti pensare a quello fatto dalla DC nel 1974 nella discussione della legge sul divorzio, o più recentemente nel 2013, dal Movimento 5 Stelle nei confronti della conversione in legge del decreto del “Fare” del governo Letta.

Queste pratiche ostruzionistiche sono poco controllate, anche perché, basandosi su cavilli all’interno del regolamento parlamentare, son difficilmente impedibili e sono complicate da regolamentare. Il punto è se sia lecito rallentare l’approvazione di un disegno di legge o di un provvedimento, quindi rallentare i progetti di un Parlamento eletto dalla popolazione. Ovviamente, la cosa riguarda un ambito più politico, in altre parole dipende sempre dove si è seduti.

È innegabile che in Italia, in quest’ultimo periodo, stiamo vedendo ostruzionismo riguardo temi che più che con la politica hanno a che fare con il sociale; infatti, si parla di “frenate” su temi come i diritti civili e la lotta alle discriminazioni, che sono argomenti dove il nostro Paese è rimasto molto indietro rispetto ad altri Paesi europei.

About Davide Santoro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *