GAZA CITY, GAZA - MAY13: Palestinians search their belongings as rescue efforts continue to evacuate Palestinians from the rubble of the buildings destroyed by ongoing Israeli airstrikes on Gaza, at Al Bureij refugee cam in Gaza City, Gaza on May 13, 2021. Palestinians in Gaza Strip observe Eid al-Fitr that marks the end of the holy month of Ramadan, under Israeli airstrikes on Gaza. (Photo by Hassan Jedi/Anadolu Agency via Getty Images)

L’internazionale: pillole dal mondo

Afghanistan – diritti: un’autobomba e una serie di esplosioni contro un liceo femminile nella periferia di Kabul hanno causato oltre 50 vittime e decine di feriti. Secondo Al Jazeera, un primo attacco al di fuori della scuola avrebbe spinto le studentesse a rifugiarsi nell’edificio, che è poi stato colpito da ulteriori cariche esplosive piazzate all’interno.

Colombia – scontri: continuano gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine dopo l’annuncio da parte del presidente Ivan Duque di una riforma del fisco che aumenterebbe l’Iva e amplierebbe la base dei contribuenti, andando così a creare seri problemi alle classi medie e a quelle a basso reddito. Una riforma arrivata nel peggior momento possibile considerato che la Colombia, così come molti altri Paesi dell’America Latina, si trova impantanata in una disastrosa situazione economica e sociale a causa del Covid e in piena terza ondata. In seguito alle proteste, il governo ha annunciato il ritiro della riforma, e il Ministro delle Finanze si è dimesso. Le proteste sono però proseguite a causa dell’elevato numero di morti, feriti e scomparsi e sono in molti a invocare le dimissioni del Presidente Duque.

Francia – clima: decine di migliaia di persone hanno partecipato a una manifestazione a Parigi e in altre città del Paese per chiedere al governo misure più ambiziose contro la crisi climatica. Il 4 maggio l’assemblea nazionale aveva approvato la “legge clima e resistenza” voluta dal presidente Emmanuel Macron, che però i gruppi ambientalisti considerano insufficiente.

Galles – politica: trionfo laburista nelle elezioni del parlamento gallese. Il primo ministro Mark Drakeford, che si conferma a capo del paese dopo aver gestito la crisi Covid in maniera impeccabile, ha promesso un governo ”radicale e ambizioso”, dopo che il Partito laburista ha eguagliato il suo miglior risultato di sempre aggiudicandosi 30 dei 60 seggi disponibili. Ai Conservatori sono andati 16 seggi, ai nazionalisti del Plaid Cymru 13 e al LibDem uno solo.

Germania – politica: sarà Olaf Scholz, ministro delle Finanze tedesco, il candidato alla cancelleria per i socialdemocratici dell’Spd in vista delle elezioni parlamentari di settembre. Durante il congresso straordinario dell’Spd, che gli ha dato l’investitura con il 96,2% dei consensi, il socialista ha esposto un programma radicale, che include il salario minimo orario di 12 euro e un’ambiziosa politica climatica. La sfida sembra però complicata: gli ultimi sondaggi danno i socialisti tra il 14% e il 16% nonostante la crisi di consensi della Cdu/Csu che, a causa degli scandali sulle forniture di mascherine, è data tra il 23% e il 28%. Una flessione che in parte si accompagna a un travaso di voti verso i Verdi, dati tra il 21% e il 28%.

Inghilterra – politica: nel super-Thursday i Conservatori del Premier Johnson, forti della buona gestione della campagna vaccinale, vincono ad Hartlepool, storico seggio della “barriera rossa” nel nord del paese, nelle elezioni suppletive per il parlamento e conquistano numerosi comuni nelle elezioni amministrative (Southampton, Sunderland, Newcastle e County Durham, che era sotto il controllo laburista dal 1925). Risultati drammatici per il Labour, che si salva conferma solo nelle città, riconfermandosi alla guida di Liverpool, Manchester e Londra, dove il sindaco laburista uscente, Sadiq Khan, ha vinto senza il distacco che ci si attendeva. I Laburisti sono ora in crisi: l’attuale leader Sir Keir Starmer, criticato dalla sinistra del partito, ha prima annunciato di assumersi la colpa dei risultati e poi cacciato la sua vice, espressione della minoranza, dalla Segreteria Nazionale.

India – Covid: la situazione Covid in India non migliora, come dimostrano anche le foto dei corpi cremati per le strade che hanno fatto il giro del mondo e la mancanza di ossigeno negli ospedali. I decessi sono aumentati di oltre 4mila unità per due giorni consecutivi, e i casi aumentano di più di 400mila unità al giorno. Visti i numeri spaventosi di contagi e di vittime, adesso cresce la pressione sul primo ministro Narendra Modi affinché annunci un lockdown nazionale simile a quello imposto durante la prima ondata, lo scorso anno.

Israele – scontri: riesplode la tensione a Gerusalemme. Negli ultimi giorni ci sono stati violenti scontri tra la polizia israeliana e i palestinesi fuori e dentro la moschea di al-Aqsa a Gerusalemme. Secondo la Mezzaluna Rossa, sono 215 i dimostranti palestinesi rimasti feriti negli scontri con gli agenti che hanno tentato di sgomberare la piazza utilizzando granate stordenti e proiettili di gomma. Da domenica 9 maggio, circa 8mila palestinesi si erano barricati nella Spianata delle Moschee, principale complesso religioso della città, per protestare contro una marcia della destra nazionalista israeliana prevista per lunedì e per il possibile sfratto di decine di famiglie palestinesi dal quartiere Sheikh Jarrah. Da Gaza sono inoltre stati lanciati razzi verso la Città Santa, cosa che non accadeva dal 2014, ai quali Israele ha poi risposto con bombardamenti sulla Striscia, causando diverse vittime civili. Usa, Russia, Ue, Vaticano e Onu hanno espresso “profonda preoccupazione”.

Libia – immigrazione: La nave della cosiddetta Guardia costiera libica che ha sparato contro i due pescherecci italiani, ferendo il comandante di uno dei due, era stata donata dall’Italia alla Libia nel 2018 nell’ambito di un piano di aiuti e legittimazione politica in favore delle milizie che facevano riferimento all’allora governo libico di Fayez al Serraj, affinché intercettassero le navi dei migranti che partivano dalle coste libiche per raggiungere l’Italia.

Scozia – politica: la leader del partito indipendentista (SNP), Nicola Sturgeon, ha ribadito la necessità di un secondo referendum per l’indipendenza dopo la vittoria del SNP alle elezioni del 6 maggio. Il partito ha infatti ottenuto 64 seggi sui 129 del parlamento scozzese, uno in meno rispetto alla maggioranza assoluta. Il primo ministro britannico Boris Johnson si è detto fermamente contrario a un nuovo referendum dopo quello perso dagli indipendentisti nel 2014, che però si svolse prima dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Spagna – politica: il centrodestra (Partito Popolare – PP) ha vinto le elezioni anticipate nella comunità autonoma di Madrid e Isabel Díaz Ayuso è stata confermata governatrice. Il nuovo voto era stato reso necessario dopo che dopo che il partner di governo, il partito centrista liberale Ciudadanos, aveva minacciato di ritirarle il sostegno. I risultati hanno ora punito Ciudadanos, fino a pochi anni fa primo partito in Spagna ma ormai irrilevante, che non ha neanche raggiunto la soglia minima del 5%. È probabile che il PP farà un’alleanza con gli estremisti di Vox per governare. Male anche la sinistra: il Partito socialista (PSOE) del primo ministro Sánchez si è fermato al 17%, mentre Podemos (UP) è arrivato dietro l’estrema destra. Lo storico leader di Podemos, Iglesias, ha annunciato il ritiro dalla politica.

Ucraina – salute: a 35 anni dall’esplosione che causò il disastro nucleare della centrale di Chernobyl, il reattore numero 4 torna a dare preoccupazioni. Gli strumenti di controllo hanno infatti registrato nuove fissioni nucleari. Un “risveglio” che mette di nuovo in allarme gli esperti. L’annuncio è arrivato dalla rivista Science, precisando che la causa non è ancora chiara.

USA – Covid: con oltre la metà di adulti ad aver ricevuto almeno una dose di vaccino, il Presidente Biden ha ora proposto di togliere i brevetti sui vaccini anti Covid, seppur temporaneamente, per garantirne una distribuzione più veloce ed equa. La proposta di Joe Biden, sostenuta da Papa Francesco, da numerosi economisti di tutto il mondo, e anche dal Partito Democratico, ha acceso la discussione tra i leader europei, ancora molto titubanti.

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