Le strade della morte

Le strade di Roma continuano a causare vittime. Lo scorso 29 aprile ha perso la vita una giovanissima studentessa diciottenne del Liceo Giulio Cesare, Elena Baruti, dopo 3 giorni di coma. La ragazza è stata investita da un’auto nel tardo pomeriggio presso l’attraversamento pedonale all’altezza dell’incrocio tra via Nomentana e via di Sant’Agnese. Gli studenti del Liceo, appresa la notizia, hanno subito iniziato una corsa contro il tempo nel tentativo di reperire donatori di sangue per tentare di salvarla.

 

Nella capitale, secondo il report annuale di Roma servizi per la Mobilità, solo nel 2019, sono stati 11.995 gli incidenti, nel 14,3% dei casi si è trattato di investimento di pedone. Complessivamente, sempre nel 2019, hanno perso la vita 388 persone, 59 i pedoni (39,9% dei morti). Questi dati impressionanti rendono bene l’idea di quanto siano pericolose le strade di Roma: ogni giorno perde la vita un utente della strada. La Capitale è una delle città più trafficate del mondo e sono numerosi i pericoli per gli utenti deboli quali pedoni e ciclisti: strade che attraversano i quartieri dove la velocità delle automobili è troppo elevata, carreggiate troppo ampie, assenza di attraversamenti protetti, strisce pedonali molto spesso sbiadite o del tutto assenti o situate in punti troppo pericolosi e fenomeni di doppia fila e sosta selvaggia. Da un lato, quindi, le cause sono imputabili ai comportamenti scorretti di alcuni automobilisti, che rimangono troppo spesso impuniti; mentre dall’altro, non possiamo non rilevare l’oggettiva pericolosità di alcune infrastrutture stradali e la completa assenza di politiche e interventi, da parte dell’amministrazione capitolina, volti a ridurre i rischi per i cittadini. Durante gli ultimi 5 anni di consiliatura la sindaca Raggi si è vantata di aver realizzato chilometri e chilometri di “Strade Nuove”. Tuttavia, si tratta semplicemente di riasfaltature – peraltro realizzate spesso in maniera superficiale – delle sedi stradali stesse, senza alcun intervento volto ad aumentarne la sicurezza; anzi, sono state create vere e proprie autostrade cittadine dove le auto possono sfrecciare a tutta velocità. Zero gli autovelox installati durante il mandato della Raggi e pochissimi gli interventi di messa in sicurezza degli attraversamenti. Nonostante siano avvenuti numerosi incidenti mortali durante gli ultimi anni, alcuni dei quali hanno coinvolto l’opinione pubblica di tutto il paese, come la morte di due ragazze, Gaia e Camilla, presso Corso Francia, la Sindaca non è intervenuta in alcun modo. La strada in questione rimane tutt’oggi un’autostrada, dove le auto corrono ben oltre i limiti di velocità.

 

Il tragico evento avvenuto il 29 aprile riguarda via Nomentana, strada a grande scorrimento che attraversa il II Municipio. Numerosi sono stati gli incidenti nel corso degli ultimi anni su questa strada. Anche in questo caso, però, nulla è stato fatto. Il 20 ottobre 2018, vi perse la vita, a soli 17 anni, Tommaso, nei pressi dell’attraversamento di via Reggio Emilia. L’attraversamento pedonale, privo di impianto semaforico, è posto in un punto molto pericoloso. Tuttavia, nonostante le numerose sollecitazioni effettuate dal Municipio in questi anni, solo qualche giorno fa sono iniziati i lavori. Possibile che ci sia voluto così tanto tempo per rimuovere l’attraversamento in questione e spostarlo in un punto più sicuro? Per il resto, la maggior parte degli altri punti critici nelle strade del II Municipio è rimasto senza alcun tipo di intervento da parte della Sindaca e degli assessori competenti. In via Nomentana dovrebbero anzitutto essere rimossi e ricollocati gli attraversamenti più pericolosi, ma soprattutto implementati autovelox e isole spartitraffico per proteggere i pedoni e i ciclisti sulle strisce.

 

In conclusione, è necessario intervenire al più presto con interventi mirati ed efficaci di messa in sicurezza delle strade della città, specialmente nei pressi di scuole, università, mercati, cinema, teatri e uffici, affinché si riducano gli incidenti.  Zone 30, ciclabili, isole ambientali sono altre soluzioni che dovranno essere implementate per rendere le strade di Roma non più tristemente note per le morti.

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