Sul villaggio tollerato dell’Olimpica

L’11 agosto del 2020 è stato sgomberato l’ormai ex villaggio tollerato dell’Olimpica (municipio II), luogo in cui vivevano circa 250 persone. Lo sgombero era stato annunciato già settimane prima del grande evento e rientra a far parte del piano dell’amministrazione capitolina di smantellamento dei campi nomadi. Piano che porta con sé non pochi dubbi, primo dei quali dove vada a finire la gente sgomberata. La risposta a questa domanda è, nella maggior parte dei casi, per strada.

Delle 250 persone sgomberate quest’estate, solo dieci in emergenza abitativa hanno ricevuto una nuova sistemazione e otto adulti e due minori sono stati alloggiati (dal 15 settembre) in un immobile del Municipio II in zona Pinciano-Parioli e in un appartamento messo a disposizione dall’ASP Asilo Savoia a Ostia.

Lo sgombero dell’Olimpica è stato valutato dagli attivisti dell’associazione 21 luglio e Amnesty International come illegale, evidenziando che non sono state seguite le norme previste dalle convenzioni internazionali e, inoltre, sostenendo che sgomberare 250 persone in tempo di pandemia andasse contro la legge nazionale del 17 marzo 2020.

Altro tema che riguarda l’ex villaggio tollerato è quello della discarica abusiva a cielo aperto alle spalle del campo. Già allora Marco Cardilli, vicecapo di gabinetto della sindaca Raggi, aveva fatto presente che l’AMA stesse stimando i tempi per la rimozione di quei rifiuti che avevano causato non pochi problemi, per i continui roghi tossici che quotidianamente infestavano l’aria.

Nonostante lo sgombero, tanto decantato come la grande opera di bonifica, persiste ancora oggi un’ingente quantità di rifiuti che nessuno ha ancora portato via.

Insomma, risulta evidente anche questa volta che la soluzione dell’attuale amministrazione non si sia rivelata essere delle migliori; non solo gran parte della gente è rimasta senza casa, ma quella che doveva risultare anche come un’opera di bonifica ha finito per essere l’ennesimo sgombero dove la terra abbandonata diventa improvvisamente fantasma, così come le persone cacciate.

Finirà nel dimenticatoio o qualcuno prima o poi se ne occuperà? Li chiuderemo per davvero i campi nomadi in virtù di un inserimento sociale e lavorativo sano? O continueremo a lasciare la gente per strada? Tutte valide domande, tocca sperare che trovino risposte soddisfacenti alle prossime amministrative!

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