Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse 16 Luglio 2020 Roma (Italia) Cronaca Manifestazione LGBTQ in favore della legge Zan che condanna l’omotransfobia Nella Foto : la manifestazione in piazza Santi Apostoli Photo Cecilia Fabiano/LaPresse July 16 , 2020 Rome (Italy) News LGBTQ protest in support of Zan law the law that condemn the discrimination In the pic : the protesters in Santi Apostoli Square

Ostruzionismo antidemocratico contro una legge di civiltà

Sei mesi fa la Camera approvava il ddl Zan contro omobitransfobia, misoginia e abilismo. Ad oggi, purtroppo, lo stesso è bloccato al Senato per l’ostruzionismo della destra.

Cosa è successo?

Il ddl è affidato in sede redigente alla Commissione Giustizia, il cui presidente è il leghista Ostellari, che da mesi fa di tutto per procrastinare l’esame della proposta. Da ultimo, il 7 aprile, Ostellari, con un’inevitabile unanimità della Commissione, ha rimandato la discussione tramite una strumentalizzazione tecnicistica dell’art. 51 del Regolamento del Senato, il quale prevede che tutti i ddl aventi lo stesso oggetto debbano essere riuniti per un esame congiunto. Dato che alcuni di questi erano affidati alla commissione in sede referente – il che comporta che possano essere modificati sia dalla Commissione che dell’Aula, mentre in sede referente, come nel caso del ddl Zan, il testo può essere modificato solo dalla Commissione e l’Aula può solo votare – sono dovuti tutti essere rimessi alla Presidenza del Senato, per la decisione sull’assegnazione della sede. Solo in seguito a questo passaggio si potrà tornare a parlare di calendarizzazione.

Un ostruzionismo antidemocratico

È difficile credere che la Lega abbia operato queste scelte perché ha a cuore il Regolamento del Senato, dato che già quando per le prime volte si chiedeva l’incardinazione della discussione del ddl, lo stesso Ostellari minacciava i capigruppo della maggioranza di nominare il leghista sen. Pillon come relatore. La conseguenza sarebbe stata che il mediatore anche politico del ddl sarebbe stato l’omofobo Pillon, lo stesso senatore dichiaratamente anti LGBTQIA+ che ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla stregoneria nelle scuole e che negli ultimi giorni anche sui suoi canali social continua a far dire al ddl Zan cose che esso in realtà non dice.

Ovviamente, la paura della destra ostruzionista è quella di procedere con l’iter previsto, perché è noto che il ddl gode del sostegno della maggioranza anche al Senato, come aveva goduto alla Camera del sostegno di tutti i partiti di centro-sinistra e di anche alcuni deputati di FI. È ancor più palese che l’ostruzionismo della Lega sia antidemocratico, perché se è vero che il Parlamento è portavoce delle istanze dei cittadini che rappresenta, esso sta bloccando una legge che l’Italia necessita, ma soprattutto vuole.

Pare che gli alibi siano finiti, ma la Lega già si è fatta sentire affermando che ci sono altre priorità, come la riforma della giustizia civile e la violenza sugli animali. Non si può abbassare la guardia.

La visibilità mediatica

Ultimamente le vicende del ddl Zan sono tornate alla ribalta mediatica anche per altre vicende, come il caso di Malika, la ragazza di Castelfiorentino (FI) insultata e cacciata di casa dalla madre dopo il proprio coming out. Sono partite le indagini della procura, ma intanto a sostegno della ragazza si sono schierati esponenti del mondo politico, social e dello spettacolo, riuscendo anche a promuovere una raccolta fondi che in poco tempo è arrivata a 30mila euro. A seguito della vicenda, la ministra Bonetti (IV) ha rilanciato il bando per i rifugi LGBTQIA+, per cui sono stati stanziati 4mln di euro.

Recentemente molti artisti si sono schierati a favore della legge, come Fedez, con una diretta Instagram con lo stesso Zan per sfatare le fake news sulla legge; lo stesso cantante èstato protagonista di una diatriba social con il leghista Pillon. Oltre a lui, anche Elodie, Mahmood, Levante e persino lo chef Carlo Cracco, i quali hanno anche ricevuto consenso per le loro prese di posizione.

La proposta c’è, il sostegno c’è, approviamo una legge di civiltà di cui l’Italia ha bisogno.

 

AGGIORNAMENTO 14/4/21 21:00

In mattinata la Presidente del Senato Casellati ha firmato la lettera per l’abbinamento di tutti i disegni di legge concernenti i crimini d’odio, incluso il DDL Zan. Il procedimento, previsto dall’art. 51 del Regolamento del Senato, era stato avviato dal Presidente della Commissione Giustizia Ostellari, della Lega, il 7 aprile. Il prossimo passo è la calendarizzazione per la discussione della proposta di legge: gli alibi sono finiti, è ora di approvarla.

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