Come i pini di Corso Trieste

Mercoledì 10 marzo è crollato nei pressi del Liceo Giulio Cesare l’ennesimo pino. Fortunatamente, il crollo è avvenuto nelle ore notturne e nessuno è rimasto ferito. Tale avvenimento ha messo nuovamente in luce il tema della carente, o meglio quasi inesistente, manutenzione del verde verticale a opera del Comune di Roma e della necessità di mettere in sicurezza le decine di migliaia di alberature presenti nella Capitale, in particolar modo quelle situate ai margini delle strade e nei parchi storici.

 

I pini di Corso Trieste rappresentano un patrimonio storico paesaggistico da curare e preservare. I feroci tagli di intere alberature effettuati dal servizio giardini nel corso agli ultimi anni, in seguito ai crolli, dovrebbero rappresentare un’estrema ratio per quegli esemplari che hanno un indice di stabilità basso. Al contrario, la giunta Raggi pare agire spesso con semplici controlli a vista, per nulla adatti per risolvere situazioni di questo genere.

Uno dei risultati di questa assurda gestione è il taglio di alberature senza alcun monitoraggio, come è avvenuto qualche giorno fa presso Piazza Gondar, suscitando l’ira degli abitanti del quartiere. Il consigliere capitolino Angelo Diario, paladino della Raggi, difende la Sindaca su Facebook, scrivendo che gli alberi sono stati abbattuti “perché erano ormai troppo inclinati”, affermando che basta visionare una foto prima dell’accaduto per accorgersene. Come se un’operazione del genere si debba basare su un “controllo a vista”. Purtroppo, le sue dichiarazioni riflettono a pieno l’improvvisazione gestionale e organizzativa di questa giunta.

 

Il 24 gennaio 2020 è nato il Comitato “Salviamo i Pini di Corso Trieste” dopo che i cittadini erano venuti a conoscenza della volontà del Dipartimento ambiente di abbattere i pini della nota via del II Municipio. Come ci racconta Emanuela Migheli, “la prima battaglia del Comitato” – di cui lei è portavoce – “fu quella di riuscire ad ottenere che prima di interventi radicali venissero fatte approfondite analisi”, diversamente dai monitoraggi a vista fatti negli anni precedenti. “L’ultimo studio analitico prima del 2020” – continua la Migheli – “fu fatto nel 2017, e la richiesta di accesso agli atti da parte dell’Associazione Amici dei Pini di Roma non fu consentita”.

 

Anche grazie all’azione congiunta del Comitato Salviamo i Pini e all’Associazione Amici dei Pini di Roma, durante l’estate scorsa il Comune di Roma ha affidato un monitoraggio, concluso lo scorso inverno, al Dott. Gian Pietro Cantiani, agronomo in scienza naturali, e al suo Staff. Il Comitato ha fatto inoltre una richiesta al II Municipio, il quale ha effettivamente proposto al Comune il nominativo di un altro perito, il Dott. Peronace, che ha ottenuto una determina per un altro tipo di esame di valutazione. Tuttavia, mentre i risultati del monitoraggio ad opera di Cantiani, che evidenziano come vi siano meno di 15 alberature – tra le quali quella crollata la scorsa settimana –  che devono essere abbattute per un basso indice di stabilità, causato da vari fattori, tra i quali lavori stradali e delle aiuole mal eseguiti, sono stati condivisi con i cittadini, i rilievi del secondo non sono stati ancora diffusi, nonostante le richieste continue dell’associazione alla Presidente Francesca Del Bello e all’assessore al verde municipale Rino Fabiano. Si spera di avere maggiore chiarezza la prossima settimana, quando la Presidente Del Bello ha assicurato un incontro al Comitato di Corso Trieste e all’Associazione Amici dei Pini.

 

Ciononostante, le battaglie del Comitato non si fermano: infatti, i cittadini chiedono anche che al posto delle alberature tagliate vengano piantati nuovi pini. Come testimonia Marina Nezi, compagna della sezione Trieste Salario e anch’essa fra le fondatrici del Comitato, “paradossalmente molto spesso nel corso di questi anni è stato più difficile interloquire con le istituzioni, piuttosto che con i tecnici capitolini”. Tutt’oggi, ci racconta, “non sono chiare le intenzioni dell’assessore Fabiano, che ai comitati assicura che verranno abbattuti solo i pini effettivamente malati e ripiantati di nuovi” (possibilmente sani: a questo proposito Emanuela Migheli critica fortemente i prezzi troppo bassi del tariffario regionale degli alberi) – come è giusto che sia – “ma spesso alla stampa fa intendere che si potrebbero piantare anche essenze arboree differenti e abbattere più alberi”.

 

In conclusione, come già riportato nel nostro documento sul verde “Roma, per davvero!”, auspichiamo che venga fatta chiarezza sui monitoraggi dei pini di Corso Trieste in merito anche ai loro abbattimenti e alle piantumazioni, e che la Giunta Municipale prenda il prima possibile una posizione pubblica netta a riguardo, assicurando la sostituzione dei pini abbattuti con nuovi esemplari.

Auspichiamo, inoltre, che la strategia di gestione del verde indicata dal Comitato “Salviamo i Pini di Corso Trieste” venga applicata a tutta la città, dove troppo spesso mancano controlli continui e sistematici e dove vengono abbattuti alberi in maniera scellerata, come avvenuto di recente a Villa Ada, dove nel silenzio totale sta avvenendo un disboscamento per mano del Comune, o a Via Appia.

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