Roma si attacca al tram, di nuovo

Questa volta non si tratta degli ormai consueti problemi legati agli autobus troppo affollati o alle metro con frequenze da treni regionali, ma ad essere coinvolta è la rete tranviaria della Capitale. Non bastavano, infatti, mezzi vecchi e fatiscenti; da circa due mesi il tram 2, che collega i quartieri Flaminio e Villaggio Olimpico a Piazza del Popolo (Metro A) e ai tram 3 e 19, è sparito. Questo collegamento, di fondamentale importanza per cittadini e studenti del II Municipio e di tutta Roma, che unisce Piazzale Flaminio a Piazza Mazzini, passando per lo Stadio Flaminio, per l’Auditorium e per il MAXXI, è infatti sostituito da autobus.

Prima della Commissione Mobilità dello scorso primo febbraio non erano chiare le cause di tale interruzione del servizio e la cittadinanza non era stata informata di eventuali lavori alla rete aerea o ai binari (tutt’oggi sul sito dell’Atac vi è solo una frase: “linea tram 2 sostituita da bus”). Difatti, di operai al lavoro non se ne sono mai visti e il servizio continua a essere svolto in maniera sostitutiva da autobus, oltretutto con frequenze ridotte rispetto al regolare servizio della linea.

Dalla Commissione si è tuttavia appreso che la tranvia necessita di lavori per 1 milione e 200 mila euro, e che la gara per l’esecuzione dei lavori non è ancora stata aggiudicata. Il presidente della Commissione Mobilità Enrico Stefano assicura che “la linea resterà ferma fino al prossimo autunno”, ma, conoscendo la lentezza della burocrazia capitolina e i tempi tecnici necessari per completare l’iter amministrativo, la linea, i cui lavori dovrebbero iniziare quest’ estate, potrebbe rimanere ferma fino a dicembre 2021. Come se non bastasse, dalla Commissione è emerso che i problemi di ritardi nella manutenzione riguardano anche altri tratti di binari.

Ancora una volta Atac e il comune di Roma a guida M5S trascurano la manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture del trasporto pubblico. Ricordiamo, inoltre, che alcune stazioni metro continuano a soffrire di inefficienze ai sistemi di scale mobili e ascensori, mentre altre, come Policlinico e Castro Pretorio, sono addirittura chiuse da mesi senza date certe per la riapertura. È possibile che in una capitale europea le linee tranviarie e metropolitane rimangano sospese per un anno per manutenzione?

I cittadini, in tutto ciò, pagano in disservizi e, oltretutto, i pochi autobus sostitutivi viaggiano strapieni nelle ore di punta aumentando la possibilità di contagio (un tram porta più di 200 persone, un autobus 100). Nel tavolo “Mobilità di Roma, per davvero!”, insieme a Walter Tocci, abbiamo riportato all’attenzione l’importanza della “cura del ferro”, aggiungendo delle nostre piccole considerazioni nel documento tematico.

La Raggi si vanta su Facebook di aver ripristinato in questi cinque anni di consiliatura la macchina della manutenzione della città, tuttavia notizie come queste non fanno altro che confermare l’incapacità di questa giunta disastrosa.

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