5 anni senza Giulio

Oggi sono cinque anni senza Giulio Regeni.
Il nome di Giulio, la sua famiglia e la sua storia sono entrati a far parte della nostra quotidianità con un irruenza che non avrebbe mai dovuto manifestarsi. Perché Giulio Regeni non avrebbe dovuto finire i suoi giorni così, in questo modo, un modo che gli ha strappato la dignità di essere umano. E ancora non ha trovato giustizia.

Sono cinque anni che Giulio non c’è più, e ancora una volta siamo tutti qui a ricordarlo.
La memoria è un atto di resistenza contro chi si ostina a non voler cercare la verità. Ed è doveroso ricordare Giulio ogni anno, ogni giorno, fin quando non sarà fatta giustizia. Ma il ricordo deve essere un ricordo attivo, un ricordo partecipato, che veda un agire sociale continuo e insistente.

L’anno scorso scrivevamo proprio oggi che la verità di Giulio è la verità di un’Italia intera e ci apprestavamo a commemorarlo in una bellissima piazza romana. Da quel giorno sono cambiate tantissime cose, ma questo no.
La verità non c’è, l’Italia continua a vendere armi all’Egitto, violando la norma 185 del 1990 che proibisce la vendita di armi a stati che compiono gravi violazioni dei diritti umani. E il ricordo di Giulio permane.

Anche oggi accenderemo una candela nel buio, lontani ma vicini, una candela che non spegneremo mai fin quando non sarà trovata la verità.
Alla fine la luce arriva sempre dove deve.

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