Perché è necessaria una campagna informativa sui vaccini?

Questo 2021 si è aperto con l’inizio della campagna vaccinale contro il Covid-19. La vaccinazione è proceduta velocemente e l’Italia è il secondo paese europeo per percentuale di persone vaccinate in rapporto alla popolazione.

Le persone vaccinate, a oggi, sono prevalentemente quelle che lavorano negli ospedali o nelle strutture di riposo e che, per ragioni di formazione, hanno più strumenti per capire il funzionamento del vaccino.

Il vaccino contro la SARS-CoV-2 attualmente distribuito in Italia, prodotto dall’azienda americana Pfizer, si avvale di un sistema innovativo, che parte da studi effettuati su altri virus simili. Distribuito in due dosi, introduce nel corpo umano l’informazione genetica che permette al corpo di produrre copie della proteina Spike, che la Sars-Cov-2 utilizza per infettare le cellule. Una volta prodotte le copie, il corpo rilascia anticorpi per neutralizzarle. L’informazione viene immagazzinata e se il soggetto entra in contatto con il virus vero e proprio ha bassissime probabilità essere infettato perché, grazie al vaccino, ha compreso come attaccare le proteine Spike, distruggendo l’agente patogeno.

Il vaccino è un prodotto estremamente sicuro, che come ogni altro farmaco può presentare in alcuni soggetti effetti collaterali (rari), che, in ogni caso, non sono minimamente paragonabili agli effetti devastanti del virus.

A oggi manca un’informazione chiara e completa sulle caratteristiche del vaccino, sui suoi benefici, sulla sua sicurezza e anche sugli eventuali effetti collaterali. Questo genera una marea di fake news, che si diffondono indisturbate generando confusione e paura, anche tra le persone che non si definiscono “no-vax”. Tutto questo potrebbe compromettere l’efficacia della lotta al Covid-19, perché per ritornare alla vita di prima è necessario che il 70% della popolazione nazionale sia vaccinata.

Prima di pensare all’obbligatorietà del vaccino contro il Covid-19, il governo (qualunque esso sia) e le istituzioni tutte dovrebbero invece impegnarsi a informare i cittadini sull’utilità e sulla sicurezza del vaccino stesso, evitando di trasportarne l’informazione su un piano politico. Informare la popolazione in maniera chiara ed esaustiva potrebbe infatti ridurre il numero di persone scettiche e, conseguentemente, aumentare il numero di quelle protette. Maggiore sarà il numero delle persone vaccinate, minore sarà il tempo in cui dovremo continuare a convivere con il virus e coi danni che questo provoca a livello sociale, lavorativo e psicologico. Perché, alla fine, il vaccino è l’unica vera arma che ci permetterà di tornare alla normalità.

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