Covid-19: Le nostre proposte per i Licei del II Municipio

L’incremento quotidiano dei casi, insieme ai provvedimenti inclusi nel nuovo DPCM del Presidente Conte, ci fanno entrare a tutti gli effetti nella seconda ondata di Covid-19. Per la prima volta da maggio sono aumentate di nuovo le restrizioni e, dopo la controversa chiusura di tutte le scuole (dai nidi ai licei) in Campania, per studenti, docenti e genitori di tutto il paese torna ad aleggiare lo spettro della didattica a distanza (DAD) come unico metodo di apprendimento.
A livello nazionale sembra esserci la volontà di resistere, quantomeno per quel che riguarda gli studenti sotto i 14 anni, in modo da evitare un contraccolpo economico, ma anche sociale, che rischierebbe di essere fatale per il già precario sistema di fiducia e di solidarietà che, in un modo o nell’altro, sta facendo da collante dall’ormai lontano inizio della pandemia in quel fine settimana di marzo.
Gli unici che potrebbero rischiare una nuova chiusura sono gli studenti degli istituti superiori, i quali, oltre ad avere un’età che consente loro di essere indipendenti, sono tra i maggiori fruitori dei mezzi di trasporto pubblici. Nonostante le restrizioni e il limite sulla capacità imposto all’80% (raramente rispettato, chi lo controlla?), questi ultimi continuano ad essere tra i massimi catalizzatori del virus nelle grandi città, con sindacati e utenti che denunciano folle sulle banchine della metropolitana, assembramenti negli autobus e treni per pendolari al collasso. Difatti, il problema non sembra provenire dalla scuola, ma semmai da tutto ciò che avviene fuori da essa.
Banchi singoli, ingressi scaglionati, misto tra giornate online e in presenza: ogni liceo ha adottato le proprie ricette, provando a portare avanti le indicazioni del Ministero e dell’ISS con massimo rigore. Anche nel nostro Municipio gli Istituti hanno risposto prontamente all’emergenza, anche se, con la diffusione dei contagi tra gli alunni, sono stati costretti ad adottare ulteriori restrizioni e numerose classi sono state sottoposte alla quarantena. Al Righi, ad esempio, ogni classe ha un giorno di lezioni da casa, che cambia ogni settimana in modo da non gravare sempre sugli stessi professori. Al Tasso, ci racconta Sara, le classi sono state divise in due gruppi, così da garantire gli ingressi a scaglioni e la rotazione nell’uso delle aule più grandi, mentre per l’Azzarita, come testimoniano Filippo ed Emilio, ogni classe svolge una settimana in presenza e una settimana in DAD. Al Giulio Cesare la ricreazione è stata divisa in tre turni distinti, mentre all’Avogadro si è addirittura dovuti ricorrere alla chiusura totale delle tre sedi per eccesso di casi.
Come noto, gli istituti superiori non sono di competenza municipale, bensì della Città Metropolitana. Ciò nonostante, la nostra comunità si sente in dovere di lanciare dei piccoli segnali che possano contribuire ad alleviare la difficile situazione, nella speranza che la chiusura definitiva possa essere il più possibile evitata. Attraverso il nostro consigliere Gianluca Bogino abbiamo quindi lanciato due piccole proposte all’amministrazione municipale.
La prima riguarda una campagna comunicativa, pensata insieme alla Commissione Politiche Sociali, sui comportamenti da adottare fuori dalle mura scolastiche, ovvero nelle uscite con gli amici, nelle piazze e nei locali. Questa andrebbe portata avanti con una diffusione di locandine istituzionali dentro gli istituti, nelle biblioteche, nei ristoranti e nei locali stessi.
La seconda, invece, mira ad alleviare il problema della diffusione del virus nei mezzi di trasporto pubblico. In linea con i progetti municipali e comunali per la realizzazione di nuove piste ciclabili, proponiamo di installare rastrelliere per biciclette nei pressi di ogni istituto superiore della zona, possibilmente all’interno dei cortili scolastici. Un piccolo gesto, dal costo nullo (il Comune ha centinaia di rastrelliere ammassate nei depositi), che garantirebbe più sicurezza, più salute e più sostenibilità.
Due proposte semplici e facilmente realizzabili che, sebbene non risolverebbero completamente il problema dei contagi, potrebbero sicuramente contribuire a promuovere comportamenti corretti e a far sentire più vicina, unita e compatta l’intera comunità municipale.

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