Grande è la confusione sotto al cielo di Roma, ma tutto tace

“Vivo peggio, vivo male”: i dati raccolti da Piepoli dimostrano che a Roma, negli ultimi cinque anni, la stragrande maggioranza dei cittadini ha visto peggiorare la propria condizione di vita. Da Porta Pia a Centocelle, da Monteverde a San Basilio, da Ponte Milvio a Ostia, le critiche toccano tutti i Municipi e riguardano, prevedibilmente, trasporti, rifiuti e il verde. In questo scenario sconfortante, però, oltre all’evidente mancanza di servizi di base, è totalmente assente una visione d’insieme, il senso della Storia che una città come la nostra dovrebbe avere, un’idea solida di città che ci proietti nei prossimi 10, 20, 30 anni.

“Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente” avrebbe detto qualcuno in passato, auspicando una reazione e una chiamata alle armi per la riconquista della Capitale. Tuttavia, dopo quasi cinque anni di disastri e di una Sindaca che contende il posto di peggior amministrazione di sempre a Gianni Alemanno, tutti sembrano voler ignorare le ormai imminenti elezioni comunali e municipali.

Mentre Virginia Raggi annuncia la propria ricandidatura dopo l’ennesimo, imbarazzante, questionario online del M5S, il nostro Partito si è limitato a dire che non appoggerà la Sindaca uscente. Nelle poche uscite pubbliche sul tema, i nostri dirigenti hanno sollecitato l’opinione pubblica a evitare il valzer dei nomi, invitando a concentrarsi sul programma e sulla costruzione di “una squadra larga e plurale” (prima o poi qualcuno dovrà darci una definizione precisa di queste parole…). Peccato, però, che al momento – e ormai da più di quattro anni di opposizione a questa parte – di tutto ciò non ce ne sia neanche traccia. Nessuno parla di proposte, nessuno parla di idee, nessuno parla di come arrivare alle Primarie che, come ricordato dal Vicesegretario Regionale Foschi, per statuto dovranno essere fatte a tutti i livelli con convocazione entro settembre e svolgimento entro novembre. Qualcuno si è già fatto avanti, come i presidenti municipali Alfonsi (I Municipio), Caudo (III Municipio), Ciaccheri (VIII Municipio) e il Radicale Magi; qualcun altro si è già tirati indietro (Sassoli, Letta, Gentiloni, Calenda, Morassut), e tanti altri restano in silenzio sperando di approfittare della disorganizzazione generale per salvare il proprio posto – ma intanto Giorgia Meloni serra le fila e pregusta una nuova marcia su Roma.

Ancora una volta Roma è diventata ostaggio di tattiche nazionali, di risultati che riguardano altre competizioni elettorali, di tenute di governo e di presunte alleanze. Si aspetta, e anche questa volta, come per il Referendum di settembre, si rischia di arrivare con confusione, senza una linea e in grande ritardo.

Ma Roma merita di meglio, e allora non possiamo accettare questa situazione di stallo. Dobbiamo riaccendere la passione, l’orgoglio, e l’amore per la nostra città. Dobbiamo ritrovare l’ambizione di dare ai nostri concittadini, indipendentemente dall’età e dal quartiere, residenti o fuorisede che siano, un luogo in cui crescere, studiare, lavorare, costruire una famiglia e una comunità, e in cui potersi immaginare nel futuro.

Questa deve essere la nostra missione da settembre, con o senza il famoso “appoggio dall’alto”, per arrivare al momento delle scelte con più consapevolezza ed entusiasmo. Ci vuole un briciolo di follia, ma perché non provarci?

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