Farewell, Ennio

Il Maestro Ennio Morricone si è spento in una calda sera d’estate, con la volontà di non voler fare rumore, lasciandoci la sua musica e chiudendo un capitolo della storia della musica occidentale.

Nato a Trastevere, Morricone si avvicina alla musica durante la tenera età seguendo le orme del padre, trombettista all’Opera di Roma, affiancandolo nei night-club come seconda tromba. Si diploma prima in tromba e poi in composizione, sotto la guida del compositore Goffredo Petrassi, al Conservatorio di Santa Cecilia. Ha composto la colona sonora di oltre 500 film e serie TV, oltre che opere innumerevoli di musica contemporanea. La sua grandezza si si può misurare dall’ampia gamma di generi compositivi e dalla varietà stilistica che ha utilizzato in tutti questi anni di lavoro, che hanno fatto di lui uno dei più grandi compositori di tutti i tempi.

Comincia ad arrangiare musiche per il cinema nel 1955, e durante lo stesso anno viene assunto dalla Rai come assistente musicale, licenziandosi, tuttavia, dopo il primo giorno. Apre la sua carriera collaborando con artisti del calibro di Gianni Morandi e Mina. Lavora al fianco di ben noti registi italiani, come Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio, Giuseppe Tornatore, Pier Paolo Pasolini e Dario Argento, e stranieri, come Brian De Palma e Oliver Stone. Nel 1964 inizia la storica collaborazione con Sergio Leone, compagno di classe alle scuole elementari. La loro amicizia e collaborazione durerà fino all’ultimo film di Leone, C’era una volta in America.

La grandezza di Morricone è dovuta alla sua “anti-metodologia”. A differenza dei suoi contemporanei, infatti, si affida a una cultura musicale ampia e agile, pronta ad affrontare, senza barriere mentali, ogni situazione, con gran duttilità e in maniera camaleontica, cosa più facile a dire che a fare, considerando come la stragrande maggioranza dei musicisti sia chiusa nel loro genere e sappia padroneggiare con sicurezza un solo stile musicale. La maestosità delle sue colonne sonore, estremamente aderenti al clima espressivo del film, si deve allo stretto rapporto che il compositore ricerca col regista. “Il rapporto col regista” – dice Morricone – “lo considero più importante della stessa lettura della sceneggiatura, perché, a seconda del regista che la realizza, una stessa sceneggiatura può acquistare significati molto diversi”.

Nel 2007 corona la sua lunga carriera vincendo l’Oscar alla carriera e nel 2016 quello per la miglior colonna sonora per The Hateful Eight di Quentin Tarantino.

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