Skam Italia: contro le discriminazioni

È la settima puntata della quarta stagione di Skam (Italia) e ci troviamo di fronte a una scena di una purezza disarmante: due liceali dell’ultimo anno, Martino, un adolescente omosessuale, e Sana, ragazza musulmana, si ritrovano a passare una serata insieme in un momento di difficoltà per entrambi. Trama a parte, ciò che risalta è il messaggio che la scena vuole trasmettere, un messaggio oggi più che mai necessario: esistono discriminazioni e pregiudizi, e si combattono soprattutto con i piccoli sforzi quotidiani di ciascuno di noi, in prima linea, dando “risposte intelligenti a domande stupide”.

È, su più grande scala, quello che in un certo senso fa la serie stessa perché, anche se è solo un remake dell’originale norvegese, riesce a smascherare problemi della realtà italiana. Serie politiche di integrazione vengono poste in atto con molte difficoltà e, di conseguenza, continuiamo a vivere in una società in cui se non si è un cosiddetto maschio bianco eterosessuale ci si trova ad affrontare molte più difficoltà rispetto agli altri. A questa mancanza bisogna sopperire in altro modo e Skam riesce a ricoprire questo ruolo. Non è di poco conto come la serie, tramite la sua semplicità e quotidianità, riesca a palesare drastici tratti della nostra società, quali un’interiorizzata islamofobia e l’omofobia. Si smuovono così, in modo leggero e divertente, le coscienze di un pubblico formato soprattutto da adolescenti e giovani. In altre parole, Skam riesce dove la politica, dalla sua torre d’avorio, spesso fallisce, perché non è in grado di dare risposte intelligenti a domande stupide.

Palesare l’attuale e concreta sofferenza di persone di religione, etnia, nazionalità, orientamento sessuale, genere, identità di genere e qualsiasi altro elemento che possa far apporre l’etichetta di “differente”, porta a una consapevolizzazione necessaria; una consapevolizzazione non più rinviabile al giorno d’oggi, che forma persone migliori e, si spera, in futuro, possa portare a una società più integrata e senza alcuna discriminazione.

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